Alberobello

Alberobello, il paese dei trulli

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Il centro urbano di Alberobello offre la più spettacolare ed affascinante concentrazione di trulli, riconosciuta dall’UNESCO nel 1996 patrimonio dell’umanità. Si contano circa 1500 coni disseminati sulla collina un tempo identificata come Silva Arboris Belli, la selva già popolata nel XV secolo, da cui deriva appunto il nome di Alberobello. Alla sommità della collina, su cui all’inizio del 1900 fu costruita la chiesa-trullo di Sant’Antonio da Padova, si giunge percorrendo la strada che si inerpica tra due schieramenti di trulli costruiti con contnuità l’uno di fianco all’altro.

Un pò di storia

Tutto iniziò al tempo del Regno di Napoli, quando vigeva l’obbligo di pagare un ingente contributo per chi avesse costruito nuove abitazioni utilizzando la malta. Per evitare l’esosa  tassazione i contadini del luogo si ingegnarono a costruire le nuove case utilizzando la sola pietra calcarea che abbondava nel comprensorio e che ben si prestava alla lavorazione utilizzando i semplici strumenti a disposizione. Nacquero i trulli. Fu Giangirolamo II, detto il Guercio delle Puglie, a far costruire nel 1635 una piccola locanda con la sola pietra calcarea senza l’utilizzo della malta, dando così impulso alla costruzione di un agglomerato di piccole case di semplice concezione con una base circolare che fungeva da appoggio per la chiusura a cono che terminava nell’estremità superiore con un pinnacolo decorativo.

Simboli divini e propiziatori

Raggiunta la sommità della collina, sulla destra c’è un gruppo di sei trulli su cui sono disegnati alcuni simboli: il Sole, la Colomba, la Luna, la Croce, il Cuore trafitto e la Croce ad albero.

Il Sole rappresenta la somma divinità, la Colomba irraggia la pace, la Luna si oppone al sole e porta le tenebre, la Croce è il simbolo del sacrificio di Cristo fatto nel tentativo di salvare l’umanità, il cuore trafitto di Maria simboleggia il dolore. La croce ad albero sta ad indicare il collegamento con l’aldilà, tra il mondo terreno il paradiso e l’inferno. Sono simboli che richiamano il culto cristiano-cattolico. Altri simboli comuni hanno una doppia valenza, apotropaica e religiosa, altri ancora come le forbici e il ferro di cavallo, ad esempio, sono tipicamente legati alla superstizione popolare e contadina. Un simbolo scaramantico è la lettera Zeta, che richiama la parola greca zoé, che vuol dire “vita”, che si ritrova anche in alcuni mosaici paleocristiani.

Cosa vedere

  • La chiesa Chiesa-trullo di Sant’Antonio da Padova
  • Il Trullo Sovrano

I Santi Medici S. Cosma e S. Damiano

Ogni anno a Settembre, si celebrano i Santi patroni di Alberobello: S. Cosma e S. Damiano, i Santi Medici. Le origini della ricorrenza sono da ascrivere ai conti di Conversano, che dedicarono in loro onore una piccola cappella fatta costruire ad Alberobello: da questa, il 27 settembre 1636, si incamminò la prima processione con una effigie dei santi.

La devozione ai Santi Medici è cresciuta nei secoli, attraendo folle di pellegrini dai paesi limitrofi, che sono devotamante raggiungonoo Alberobello a piedi nella notte a cavallo tra il 26 e il 27 settembre per poter assistere alla prima messa che viene celebrata alle 4:00 della mattina.