Ceglie Messapica


Ceglie, la roccaforte messapica

Ceglie Messapica

Il borgo di Ceglie Messapica si sviluppa ai piedi  del Castello, costruito originariamente come punto di avvistamento e fortificazione. Il nucleo centrale è costituito da una torre normanna risalente agli inizi dello scorso millennio. In epoca successiva, al suo fianco venne costruita la torre quadrata alta oltre 30 metri che svetta sul centro antico, molto suggestivo, originariamente circondato da mura, a cui si accedeva attraverso la Porta del Monterrone, la Porta di Giuso e la Porta dell’ Arco della Croce, andata distrutta.

Un pò di storia

Specchia, Ceglie Messapica

Kalia, Καιλια, questo era il nome originario di Ceglie, costituiva il centro difensivo più importante dei Messapi in guerra con i coloni spartani, che dopo aver fondato Taranto, miravano ad espandersi in tutta l’Italia meridionale. La città, nel III – IV secolo a.C., contava circa 20.000 abitanti protetti da un sistema di mura difensive costituite da specchie e paretoni che in alcuni punti superavano anche i 20m di altezza. Numerosi sono i ritrovamenti archeologici: nell’agro sono presenti ben 18 specchie che descrivono l’imponenza della cinta muraria dalla presumibile forma ellittica, alcune delle quali fungevano anche da sepolcro. Di grande importanza storica sono i ritrovamenti archeologici scoperti durante i recenti lavori di scavo per la costruzione di una nuova Chiesa. Si tratta di reperti di grande importanza, risalenti al II- III secolo a.C.: monete, vasi, e oggetti vari in ceramica e ferro.

Madonna della Grotta

Madonna della Grotta, Ceglie Messapica
Altare Cripta

Particolarmente suggestiva è la chiesetta di Madonna della Grotta, costruita sopra una grotta naturale che fu luogo di preghiera dei monaci Bizantini attorno al ‘900 d.C. Putroppo il sito di grande rilevanza storica e bellezza è in stato di abbandono nonostante le svariate grida di allarme lanciate dalla comunità  cegliese. La bella chiesetta e la grotta sottostante, testimoni dell’importante presenza dei monaci orientali, che tanto contribuirono all’accrescimento culturale della Valle d’Itria nel medievo, purtroppo rischiano di collassare.

I monaci orientali in Valle d’Itria

Accadde che nel 726 d.C. l’Imperatore bizantino di Costantinopoli Leone III , ordinò la distruzione di tutte le immagini che rappresentassero Dio, la Madonna e i Santi e avviò una persecuzione religiosa che  costrinse tantissimi monaci e fedeli a fuggire dalle terre di Oriente. Approdati sulle coste pugliesi, ritrovarono nelle grotte carsiche dell’alto Salento l’habitat dalle  caratteristiche morfologico-naturali a cui erano abituati.   Tipicamente si trattava di piccole  grotte al cui interno c’erano uno o più giacigli per riposare, la cripta, addobbata con pitture parietali raffiguranti i Santi, e  l’altare utilizzato per la celebrazione della messa. I monaci svolsero un ruolo importante nelle comunità medievali della Valle d’Itria e dell’alto Salento. Oltre a costruire diverse cripte e chiesette  – come la chiesa di S. Nicola di Patara di Cisternino, le grotte di San Biagio a San Vito dei Normanni e a Ceglie la cripta di San Michele, le Croci e la chiesa di Sant’Anna – furono un riferimento importante per le comunitrà locali perchè, essendo molto istruiti e sapendo leggere e scrivere, poterono trasferire le loro conoscenze ad adulti e bambini, anche inerenti le tecniche di agricoltura. Fu anche grazie al loro contributo che fin dall’età medievale nelle nostre terre venne incrementata la coltivazione dell’olivo.

COSA VEDERE

VISITE GUIDATE

  • Visite archeologiche e speleologiche sono organizzate in collaborazione con il Gruppo Speleocem che con grande professionalità e passione ha contribuito alla ricostruzione della storia di Ceglie