Ceglie Messapica

Ceglie, la roccaforte messapica

Ceglie Messapica

Il borgo di Ceglie Messapica si sviluppa ai piedi  del Castello, costruito originariamente come punto di avvistamento e fortificazione. Il nucleo centrale è costituito da una torre normanna risalente agli inizi dello scorso millennio. In epoca successiva, al suo fianco venne costruita la torre quadrata alta oltre 30 metri che svetta sul centro antico, molto suggestivo, originariamente circondato da mura, a cui si accedeva attraverso la Porta del Monterrone, la Porta di Giuso e la Porta dell’ Arco della Croce, andata distrutta.

Kalia, Καιλια, questo era il nome originario di Ceglie, costituiva il centro difensivo più importante dei Messapi in guerra con i coloni spartani, che dopo aver fondato Taranto, miravano ad espandersi in tutta l’Italia meridionale. Specchia, Ceglie MessapicaLa città, nel III – IV secolo a.C., contava circa 20.000 abitanti protetti da un sistema di mura difensive costituite da specchie e paretoni che in alcuni punti superavano anche i 20m di altezza. Numerosi sono i ritrovamenti archeologici: nell’agro sono presenti ben 18 specchie che descrivono l’imponenza della cinta muraria dalla presumibile forma ellittica, alcune delle quali fungevano anche da sepolcro. Di grande importanza storica sono i ritrovamenti archeologici scoperti durante i recenti lavori di scavo per la costruzione di una nuova Chiesa. Si tratta di reperti di grande importanza, risalenti al II- III secolo a.C.: monete, vasi, e oggetti vari in ceramica e ferro.

Ubicate a circa 1,5 km dal centro cittadino, sono state riaperte al pubblico le suggestive grotte carsiche di Montevicoli che si sviluppano in uno spettacolare  percorso sotterraneo di circa 100m disseminato di magnifiche stalagmiti. SpeleocemLe grotte sono state gestite in passato da SPELOECEM, un’associazione no-profit, appassionata del territorio sotterraneo che ha attivamente contribuito al recupero di reperti archeologici e alla ricostruzione storica dell’antica Kalia. Il gruppo sempre attivo nelle esplorazioni sotterranee è disponibile per organizzare visite guidate sulle tracce dell’antica civiltà messapica.

Madonna della Grotta, Ceglie Messapica
Altare Cripta

Sono inneumerevoli i siti di interesse storico disseminati nell’agro cegliese. Tra questi è particolarmente suggestiva Madonna della Grotta, una chiesetta costruita sopra una grotta naturale ricca di stalattiti e stalagmiti che fu luogo di preghiera dei monaci basiliani attorno al ‘900 d.C.  Putroppo il sito di grande rilevanza storica e bellezza è in stato di abbandono nonostante le svariate grida di allarme lanciate dalla comunità  cegliese e da alcuni comitati che si sono attivati per poter salvare questo monumento. Le diverse petizioni sottoscritte, anche da personaggi illustri, a nulla sono valse. La bella chiesetta e la grotta sottostante, testimoni dell’importante presenza dei monaci basiliani nella Valle d’Itria, che tanto contribuirono all’accrescimento culturale di questa terra in epoca medievale, purtroppo rischiano di collassare.

 

I Monaci Basiliani appartenevano agli ordini ispirati alla dottrina di San Basilio. Abitarono originariamente le regioni del mediterraneo orientale in grotte e anfratti naturali. Accadde che nel 726 d.C. l’Imperatore bizantino di Costantinopoli Leone III , ordinò la distruzione di tutte le immagini che rappresentassero Dio, la Madonna e i Santi e avviò una persecuzione religiosa che  costrinse tantissimi monaci e fedeli a fuggire dalle terre di Oriente. I monaci basiliani ritrovarono nelle grotte carsiche dell’alto Salento l’habitat dalle  caratteristiche morfologico-naturali a cui erano abituati.   Tipicamente si trattava di piccole  grotte al cui interno c’erano uno o più giacigli per riposare, la cripta, addobbata con pitture parietali raffiguranti i Santi, e  l’altare utilizzato per la celebrazione della messa.

I monaci svolsero un ruolo importante nelle comunità medievali della Valle d’Itria e dell’alto Salento. Oltre a costruire diverse cripte e chiesette  – come la chiesa di S. Nicola di Patara di Cisternino, le grotte di San Biagio a San Vito dei Normanni e a Ceglie la cripta di San Michele, le Croci e la chiesa di Sant’Anna – furono un riferimento importante per le comunitrà locali perchè, essendo molto istruiti e sapendo leggere e scrivere, poterono trasferire le loro conoscenze ad adulti e bambini, anche inerenti le tecniche di agricoltura. Fu anche grazie al loro contributo che fin dall’età medievale nelle nostre terre venne incrementata la coltivazione dell’olivo.