Martina Franca

Attorno all’anno mille alcuni profughi tarantini per sottrarsi alle continue devastazioni saracene si insediarono su un monte denominato di San Martino. Da qui prese il nome l’insediamento originario. Successivamente  fu Filippo I D’Angiò nel 1310 a denominarla “franca” avendo concesso agli abitanti alcune franchigie per favorirne lo stanziamento.

Martina Franca – ph. Marcello M.

Oggi Martina Franca rappresenta il cuore culturale della Valle d’Itria distinguendosi per iniziative legate all’Arte e alla musica classica che trovano la loro massima espressione nel Festival della Valle d’Itria e nell’ Accademia del Belcanto Rodolfo Celletti. Il seicentesco Palazzo Ducale domina imponente la piazza più importante, quella dedicata agli scambi commerciali, all’inizio del secolo scorso,  soprattutto delle lane e dei capi spalla .Cominciò in quegli anni una fervente attività legata all’industria delle confezioni di capi d’abbigliamento che si è evoluta fino ai nostri giorni nelle produzioni di avanguardia di marchi importanti.

Oltrepassato l’arco di San Martino di cui si possono leggere  qui le leggendarie gesta, si entra in un mondo incantato dove il tempo si è fermato a quegli anni in cui la piazza era gremita di mercanti  che barattavano  lane e stoffe pregiate. Proseguendo nella discesa il brusio dei passanti accompagna la passeggiata che porta fino alla Cattedrale di San Martino e la Piazza Maria Immacolata, circondata da un prezioso portico, luogo ideale per soffermarsi per due chiacchiere o magari per un drink nei tanti bar che la circondano.

E’ questo il cuore di Martina da cui si snodano le stradine più antiche che si addentrando nel Centro storico fino al Curdunnidd, la parte più antica con le case risalenti al XVII secolo. Tanti sono i luoghi da scoprire come il Lazaretto  che nel Settecento fungeva da “pronto soccorso” per i malati di peste e da ricovero per gli orfani (è ancora visibile la  botola girevole dove venivano depositati i bambini indesiderati), l’antica chiesetta di San Pietro dei Greci, di origine medievale e  la Chiesa barocca di S. Domenico .   Sono tanti i Palazzi nobili che si affacciano sulle strette stradine e gli slarghi in cui si passeggia con lo sguardo rivolto in alto alla ricerca di un rosone, di un dettaglio, di un angolo pittoresco da fotografare o semplicemente da apprezzare.

Around the year one thousand, some refugees from Taranto to escape the constant Saracen devastation took possession of a mountain called San Martino, that gave name to the original settlement. Subsequently it was Filippo I D’Angiò in 1310 to denominate it “franca” having granted to the inhabitants some franchises to favor its development.

Today Martina Franca represents the cultural heart of the Valle d’Itria distinguished for initiatives related to Art and classical music that find their maximum expression in the Festival of Valle d’Itria and in the Academy of Belcanto Rodolfo Celletti. The seventeenth-century Palazzo Ducale dominates the most important square, that at the beginning of the last century, was  dedicated to commercial exchanges,  above all wool and clothes. In those years it began a fervent activity linked to the garment industry which has evolved to the present day in the avant-garde productions of important brands.

Martina Franca
Martina Franca – ph. Marcello M.

Passed the arch of San Martino, visitors enter an enchanted world where time has stopped at those years when the square was packed with merchants who traded wool and fine fabrics. Continuing in the descent the buzz of passersby accompanies the walk that leads to the Cathedral of San Martino and the Piazza Maria Immacolata, surrounded by a precious portico, an ideal place to stop for a chat or a drink in one of the many bars around the square. This is the heart of Martina from which tiny streets wind through the Old Town to the Curdunnidd, the oldest part of town with houses dating back to the seventeenth century. There are many places to discover such as the Lazaretto which in the eighteenth century acted as “first aid” for those affected by plague and shelter for the orphans (it is still visible the swivel hatch where unwanted children were deposited), the medieval  church of San Pietro dei Greci, and the baroque Church of S. Domenico. There are many noble palaces, with precious baroque facades overlooking the narrow streets where every corner revels a picturesque detail.