Appunti di viaggio nella terra dei trulli e delle gravine

Durante il nostro viaggio nella terra dei trulli, dirigendoci verso Sud lì dove terminano le ondeggianti colline della Valle d‘Itria e prendono forma le selvagge gravine pugliesi, scopriamo una straordinaria Masseria.

Da Mottola fino ad arrivare a Grottaglie, muovendoci lungo il gradino dell’arco ionico che si estende fino alla costa, scopriamo il paesaggio intrigante delle gravine, caratterizzato da spettacolari salti di roccia scavati dalle acque piovane nel corso di milioni di anni e reso unico dagli insediamenti di epoca medievale: un panorama unico e suggestivo, cui fa da sfondo l’azzurro del mare.

Giungiamo così a Masseria Le Lamie, elegante dimora storica di fine 1800 situata al confine tra la terra dei trulli e le gravine, dove i duri i calcari della Murgia diventano morbidi tufi di color rosa e arancio; pietra, questa, sapientemente lavorata per dar vita a realizzazioni architettoniche uniche che caratterizzano questa magnifica struttura.

Circondata da vigneti e alberi d’ulivo pluricentenari, Masseria Le Lamie è un’oasi di pace, dove la natura fa da padrona. Nella masseria gli orti sono curati e coltivati come una volta, tanto da consentire agli stessi ospiti di raccoglierne i frutti per poi impiegarli in cucina, dove è possibile dilettarsi nella preparazione di ricette sfiziose assieme allo Chef.

La Masseria è ubicata a 4 kilometri da Grottaglie, antico borgo da cui partono numerose escursioni per esplorare le gravine dal fascino misterioso. Anfratti nascosti, caverne naturali e terrazzamenti abitati dall’uomo nel periodo medioevale, come la gravina di Fantiano, offrono occasione per un sano trekking di qualche ora nei sentieri ricchi di storia e fascino.

Al termine dell’escursione nelle gravine, immersi nella storia del brullo paesaggio rupestre, è d’uopo una visita al Castello Episcopio di Grottaglie e, con esso, al colorato quartiere delle Ceramiche all’interno del quale si erge maestoso.

Rientrati in Masseria, ci si rilassa in una naturale atmosfera di quiete ed eleganza, dove nulla è affidato al caso. Fulcro e chiave di lettura di questa struttura è la parola “riscoperta”: dalle tradizioni culinarie, riportate alla luce e rivisitate in chiave innovativa e salutistica, agli elementi di arredo, creati quasi interamente a mano mediante l’impiego di materiali di recupero ed antichi oggetti di lavoro: tutto ciò che ha fatto la storia di questa terra ritrova una nuova vita all’interno di questa singolare Masseria.

Nella sala ristorante e nelle suites adiacenti, le volte a stella con tufi a vista arricchiscono gli ambienti con infinite sfumature di colore. A pochi metri di distanza invece scopriamo “Le Lamie”, costruite in origine per ospitare i contadini che lavoravano nei campi, oggi trasformati in deliziosi eremi per amanti della pace assoluta e della natura. Qui abbiamo appreso che questa tipologia di abitazioni suggestive, tipiche dell’entroterra pugliese, risale all’anno 1000. Il loro carattere originale si esprime attraverso la tecnica e il materiale utilizzati per costruirle. Le pietre reperite in aperta campagna venivano sistemate a incastro senza l’ausilio della malta; la copertura, era quella della volta a botte, generata con blocchi di tufo.

Al termine del nostro soggiorno, dopo aver conosciuto Ellis, manager sempre attento alle esigenze degli ospiti, ed Angela, responsabile delle suites, abbiamo compreso che un ulteriore elemento distintivo di questa struttura sono le stesse persone che ci lavorano; un team affiatato che nella filosofia di Cosimo, il proprietario, non sono dipendenti ma i suoi principali punti di forza, come testimoniano le innumerevoli recensioni positive della struttura.

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