mavugliola masseria

Che la Maratona di New York fosse uno degli eventi podistici più seguiti al mondo lo sapevamo, ma questo è uno di quei casi in cui la realtà supera di gran lunga l’immaginazione. Oltre 50.000 runners, tra cui 3.159 italiani, hanno gareggiato domenica 4 novembre. Tanti erano i Pugliesi e quelli provenienti dal nostro comprensorio. Da Martina Franca: Gianni Montanaro, Francesco MastrovitoNino Nardelli e sua moglie Mina.

Nei giorni precedenti la gara, i Runners hanno colorato le strade di New York con le loro magliette variopinte. Si incrociavano ovunque, correre per parchi, ponti, Avenue, ognuno animato da una sua personale motivazione: vincere, partecipare, correre in memoria di qualcuno, misurare i propri limiti su uno dei tracciati più belli al mondo.

Maratona di New York 2018Lo start è sul ponte di Verrazzano, che gode di una visuale impagabile: da un lato la vista si perde senza limiti sull’Oceano e dall’altro sull’imponente  skyline di New York. Ogni curiosità sullo stesso ci viene fugata con la visita, d’obbligo per ogni turista, all’ Ellis Island museum, il museo che ripercorre gli anni dei grandi flussi immigratori, in un pacchetto turistico che comprende anche la doverosa visita alla Statua della Libertà.

I corridori approdano nel quartiere di Brooklyn e attraversano il Queens ed entrano in Manhattan dopo aver  percorso il Queensboro Bridge, un punto in cui è consigliabile vivamente attendere il passaggio degli atleti per svariati motivi: l’ampia visuale sulla larga curva in discesa, la necessità di incitarli perché è quello il tratto in cui iniziano ad avvertire la stanchezza, a circa a metà del percorso, e infine perché logisticamente è più facile spostarsi per seguire le altre  tappe della maratona. I km lungo la First Avenue sembrano non finire mai, e per chi vuole ancora incitare gli atleti è questo uno degli altri posti con larga visuale dove è possibile fermarsi. Dopo il  breve, ma molto caratteristico passagio nel Bronx ed aver attraversato in uscita il Madison Ave. Bridge si apprestano a tagliare il traguardo in Central Park.

Maratona di New York 2018Le emozioni si susseguono, le lacrime non mancano , non puoi fare a meno di urlare e incitare, ed anche se sei lì per incitare i tuoi amici finisci con l’incitare chiunque sia in difficoltà per crampi, cadute, mancamenti. C’è chi corre in nome di chi non c’è più, mamme che corrono con i nomi dei figli scritti addosso, anziani che sorreggono ragazzini. È lo stesso miscuglio di emozioni che ti lascia addosso questa meravigliosa metropoli, dove è facile incontrare sull’autobus un Italo Americano che ti racconta la sua storia in 5 minuti perché ha capito che sei Italiano. O anche a  Soho dove una  venditrice di calamite ci parla di suo figlio che ha studiato moda a Firenze. Insomma, ho capito che gli Italiani a New York non passano inosservati . Consiglio a tutti, come è stato consigliato a noi, il Patrizia’s of Manhattan ristorante italianissimo dove si mangia la vera pizza napoletana e nell’attesa (che a New York si fa ovunque anche se muniti di city pass per le attrazioni principali, che conviene sempre fare) viene offerto gratuitamente vino rosso, sangria, pizza, e prosciutto crudo…in poche parole sei quasi sazio quando arrivi al tavolo, tra una pacca sulla spalla e un “paesà”.

Non è facile dare indicazioni su ciò che è opportuno vedere o non vedere a New York, ogni posto qui ha il suo perché. A fine ottobre, inizi di novembre gli allestimenti di Halloween e i primi mercatini di Natale la rendono magica, in primavera si ingentilisce, per cui in qualsiasi momento si riesca a ritagliare almeno una settimana di tempo libero è senzal’tro un viaggio da fare !!!

Titti Semeraro