Lungo la ciclovia dell’acquedotto

Con le belle giornate di Marzo torna la voglia di stare all’aria aperta, di vivere la campagna della Valle d’Itria, incantevole nella sua esplosione di profumi e colori nelle giornate di Primavera.

Sono tantissimi i sentieri percorribili in bicicletta o a piedi, un toccasana per il fisico ma anche per la mente: le stradine di campagna e i tratturi offrono distese incontaminate di bellezza dai colori cangianti. Non si può rimanere insensibili al loro richiamo ed ecco che con le prime giornate di sole ci si organizza per addentrarsi in bicicletta o a piedi lungo i sentieri che percorrono le contrade di campagna, lungo le piste ciclabili e soprattutto lungo la pista ciclabile per eccellenza: quella dell’ Acquedotto Pugliese, che percorre la Valle d’Itria da Alberobello fino a Ceglie Messapica e oltre, una delle ciclovie più lunghe d’Italia.

I lavori di realizzazione dell’Acquedotto furono avviati nel 1905 quando si cominciò scavare il canale della condotta che avrebbe portato fino in Puglia le acque del fiume Sele attraversando parte della Campania e la Basilicata. La condotta idrica giunse a Villa Castelli, dieci anni più tardi e nel 1939 a Santa Maria di Leuca, dove il tratto terminale venne lasciato libero di sfociare in mare con una cascata monumentale. L’acquedotto consentì ai Pugliesi di poter usufruire dell’acqua corrente anche nelle piazze e nelle contrade di campagna che vennero dotate delle tipiche fontanelle in ghisa di pubblica utilità.

Negli ultimi anni quell’importante infrastruttura idrica di circa 500km è diventata, in superficie, una delle più lunghe piste ciclabili d’Italia. Immersa nel verde, accoglie,
soprattutto nelle belle giornate ciclisti, runners e camminatori che possono usufruire di 230 km di percorso ciclabile lontani dal traffico. Circa 30km attraversano il tipico paesaggio disseminato di trulli e masserie della Valle d’Itria intersecato da una fitta rete di tratturelli.

Il percorso della ciclovia

Partendo da Alberobello, si percorrono alcuni ponti in pietra tra cui il noto Ponte di Cecca, che affacciandosi sul Canale di Pirro regala alla vista un dipinto di vigneti e pascoli intramezzati da trulli e masserie. Da qui si può proseguire lungo la ciclovia in direzione Locorotondo oppure seguire uno dei tratturi laterali per visitare le antiche contrade di Cocolicchio e San Marco, quest’ultima di origine medievale, o il villaggio di Iannella caratterizzato da un bellisimo e tipico iazzile circolare circondato da trulli antichi.

Il paesaggio diventa particolarmente suggestivo nelle Contrade Cupa, Lamie Affascinate e Marziolla, disseminato di trulli molto antichi di varie forme e funzioni. In Contrada Marziolla si conserva il più antico della Valle d’Itria che reca inciso sull’architrave la data di costruzione: 1559.

Riprendendo la ciclovia dell’acquedoto si oltrepassa Locorotondo in direzione Cisternino attraversando la Contrada Figazzano e un breve tratto nel territorio comunale di Martina Franca. Proseguendo si costeggia l’Ashram Bhole Baba, dove si avverte un’atmosfera mistica di pace e meditazione. Si continua fino a Contrada Galante, dove si attraversa un ponte panoramico, per giungere nella pittoresca Contrada Pascorosa, dov’è nato un’altro centro spirituale, quello di Sai Baba a confermare la vocazione della Valle d’Itria alla meditazione e all’evocazione della forza di Madre Natura che nella bellezza del paesaggio mostra il suo volto più avvenente. Ci si addentra poi nella campagna del territorio di Ceglie Messapica, giungendo a Montedoro, nei pressi della omonima masseria, da questo punto in poi il percorso si immerge in una natura più fitta fino a Pineta Ulmo, un parco naturale ideale per la sosta e il picnic. Da qui si prosegue in direzione Villa Castelli / Grottaglie.

Galleria fotografica ed articolo offerto da: PUGLIA ON BIKE, noleggio ed escursioni in bici ed e-bike a Locorotondo.
In collaborazione con Passaturi.it

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