il pomodoro regina
mavugliola masseria

ll pomodoro Regina cresce nei terreni salmastri del Parco delle Dune Costiere, tra Torre Canne ed Egnazia, lungo l’antica via Traiana. Si tratta di una specie di pomodoro che prende il nome dalla forma del suo peduncolo, che crescendo assume la forma di una coroncina.

Sua maestà si distingue dagli altri pomodori per la buccia spessa e coriacea, una caratteristica dovuta all’irrigazione con acqua salmastra che ne aumenta la conservabilità e la resistenza ai parassiti. Questa varietà di pomodoro può essere conservata per diversi mesi dopo la raccolta, fino ad inverno inoltrato! Durante la raccolta, che solitamente inizia a luglio, è importante che il peduncolo rimanga attaccato affinché i pomodori possano essere legati tra loro col filo di cotone e annodati a formare dei grappoli definiti ramasole che vengono poi legate assieme con corda di canapa per appenderli alle alte volte dei trulli e delle masserie, fresche, e prive di umidità.

La coltivazione del pomodoro regina si sviluppò dalla metà dell’800 e man mano sostituì nel Salento le piantagioni di cotone che veniva utilizzato per la manifattura di lenzuola, asciugamani, tovaglie e tessuti e ricamati in casa dalle donne. Quando il cotone cominciò ad essere acquistato dall’America e dall’Asia le piantagioni di cotone lasciarono spazio a quelle di pomodoro e grano. Ma il cotone non scomparve del tutto, anzi nacque la tradizione di lasciare qualche pianta di cotone tra i filari di pomodori, questo per far si che fosse disponibile per la produzione delle cordicelle utilizzate per intrecciare le ramasole.

Il seme originale del pomodoro Regina, gelosamente conservato e riprodotto ogni anno dai contadini locali, e le condizioni ambientali ne hanno favorito l’adattamento al territorio locale caldo e arido: le piante di pomodoro regina sono generalmente coltivate su terreni sabbiosi particolarmente fertili e vengono irrigate sporadicamente utilizzando l’acqua salmastra proveniente dalle falde acquifere. Questa pratica agronomica ha favorito l’ottenimento di frutti molto saporiti.

Il pomodoro regina di recente è stato oggetto di un importante studio sostenuto dalla Regione Puglia nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 Biodiversità delle colture orticole in Puglia (BiodiverSO). I risultati dello studio, che aveva lo scopo di valutarne le proprietà fisiche e chimiche del pomodoro al momento del raccolto e dopo tre mesi di conservazione, sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Agriculture nell’articolo Quality and Nutritional Evaluation of Regina Tomato, a Traditional Long-Storage Landrace of Puglia (Southern Italy) redatto da Massimiliano Renna, Miriana Durante, Maria Gonnella, Donato Buttaro, Massimiliano D’Imperio,Giovanni Mita e Francesco Serio.

I risultati sperimentali hanno confermato che il pomodoro regina è caratterizzato da alte concentrazioni di tocoferoli, licopene e acido ascorbico, ovvero è ricco di antiossidanti biologici capaci di esercitare un effetto protettivo nei confronti degli stress ossidativi nel corpo umano. Questo profilo combinato con un contenuto medio di glucosio e fruttosio inferiore rispetto ad altri tipi di pomodori attesta l’alta qualità nutrizionale di questa varietà. I risultati dello studio oltre a determinare le proprietà qualitative e nutrizionali del pomodoro regina ne hanno evidenziato le caratteristiche uniche legate all’area di coltivazione, al clima, all’ambiente a alle singolari tecniche di produzione tradizionali.

Il pomodoro Regina fa parte della Lista dei prodotti agroalimentari tradizionali” del Dipartimento italiano per l’agricoltura e definito presidio Slow Food dalla Fondazione omonima.

fonte: MDPI Agriculture, published by MDPI AG, Basel, Switzerland