convento delle Agostiniane
mavugliola masseria

Il convento delle Agostiniane sorse a ridosso di un sito che era occupato da un’antica cappella dedicata a San Nicola del Pendino (o dell’Appennino) ricadente in un’area abitata dai discendenti di coloni Longobardi.

La zona fu completamente sventrata per dare spazio ad un imponente complesso monastico. Il convento di clausura poté contare su ingenti lasciti e donazioni perché accoglieva all’interno della vita conventuale le figlie del ceto più abbiente e benestante di Martina, fra cui anche alcune figlie dei duchi Caracciolo.

Anche le novizie che decidevano di seguire la Regola di Sant’Agostino appartenevano al ceto sociale più prestigioso di Martina.

La regola a cui si ispiravano le Monache, quella agostiniana claustrale, prese forma nella possente struttura architettonica che colloca poche finestre ai piani superiore e, in cima al terrazzo, una balausta traforata da cui le suore potevano osservare il mondo esterno celando la propria persona da sguardi indiscreti.

Il profilo del terrazzo è decorato da fiaccoloni e da statue di angeli; intenti, quasi, a vigilare sulla vita ascetica delle monache. Su tutto spicca, in alto, il belvedere le cui forme sinuose vengono paragonate a quelle della cella campanaria di Sant’Andrea delle Fratte del Borromini.

La chiesa conventuale dedicata a Sant’Agostino è introdotta da uno scenografico portale che rappresenta uno dei più alti esempi di decorazione rococò a Martina. Un autentico capolavoro di artigianato e’ nel coro superiore, scandito da stalli lignei decorati con pannelli raffiguranti motivi floreali, scene agresti e mitologiche.

All’interno del convento, nonostante i diversi rifacimenti, si conservano ancora alcune preziose testimonianze artistiche; come ad esempio la tempera dell’Ultima Cena, nell’ex-refettorio, databile alla seconda meta’ del settecento e attribuita a Domenico Carella e due splendidi pozzi barocchi di forma ottagonale all’interno del chiostro, con una raffinata decorazione seicentesca di carattere naturalistica. Nella nuova Pinacoteca è custodita la più antica campana di Martina Franca datata 1507.Attualmente il complesso è gestito dalla Curia di Taranto e per decenni ha ospitato l’Ordine delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Per ulteriori informazioni e per poter visitare il convento è utile consultare il sito http://www.villaggiodisantagostino.it/eventi/ 

Fonti: Storia di Martina Franca e sito web villaggiodisantagostino.it, Fotografie di Donato Buonfrate