Mostra pomologica
Mostra pomologica
Masseria Mavùgliola, palcoscenico ventennale della Valle d’Itria

E’ stata di Franco Belloni, milanese di origine, l’idea di sviluppare in piena Valle d’Itria e più precisamente in località Figazzano un importante Conservatorio botanico che oggi è una realtà conosciuta fin’oltre oceano e molto apprezzata da professionisti, amatori e turisti.

Finalizzato alla conservazione della biodiversità, la ricerca e la divulgazione scientifica, il sito ospita, ormai da 15 anni, un’immensa ricchezza nei circa 10 ettari di terreno originariamente destinato al pascolo. Sono oltre mille le varietà di piante fruttifere tra cui peri, albicocchi, susini, melograni, gelsi, cotogni, giuggioli, azzeruoli, sorbi, cornioli, ciliegi, mandorli, amelanchier, cachi, kiwi, noci, pistacchi, nocciole dalle forme e dimensioni più varie e agrumi di varietà storiche nonché innumerevoli piante aromatiche e piante rare.

La collezione principale è dedicata alla specie ficus carica, una collezione fra le più importanti d’Europa e del bacino del Mediterraneo, per qualità e varietà: circa 600 tipologie di fichi afgani, bosniaci, francesi, portoghesi, albanesi, israeliani e naturalmente italiani e pugliesi. Dal fico, noto per il suo elevato valore energetico e nutraceutico, viene prodotta in loco una linea cosmetica e una linea salute sotto forma di integratore alimentare che coadiuva la protezione dello stomaco e dell’intestino.

La visita ai giardini consente di toccare con mano anche piante note ma di non larga diffusione come liquerizia, citronella, elicriso, lemon grass cinese e tailandese, ruta, melissa, canfora ed erbe aromatiche in pieno campo: rosmarini e timi, salvie, mente e issopi, artemisie e santoregge. Ogni pianta coltivata è identificata da una targhetta in ferro con il proprio nome botanico L’area di macchia mediterranea è stata lasciata incontaminata.

Nell’epicentro fertile dei Giardini si trova il cachi di Nagasaki, figlio di una piantina scampata alla bomba atomica esplosa sulla città giapponese il 9 agosto 1945 e ritrovata fra le macerie. Il cachi cresce nel mezzo di un labirinto di lavande, labirinto che sta a significare il percorso tortuoso, ma anche carico di colore e di profumo, che porta alla pace www.kakitreeproject.com

Il parco, che conta circa 4.000 visitatori l’anno di cui un terzo stranieri, è aperto al pubblico tutto l’anno ed è visitabile con prenotazione. Un piccolo shop offre la possibilità di acquistare i prodotti trasformati in modo artigianale. Il Conservatorio botanico, che spesso ospita corsi di approfondimento su tecniche agronomiche e di trasformazione, workshop e convegni, collabora anche con Università e centri di ricerca nazionali ed internazionali, progetti Erasmus + e Informagiovani, alternanza Scuola-Lavoro e campi di lavoro internazionali.