Salvatore e le mozzarelle made in Norway

salvatore scocozza
mavugliola masseria

Jevnaker è una piccola cittadina della Norvegia a nord di Oslo. Seimila anime tra cui Salvatore, originario della provincia di Matera che da circa tre anni ha deciso di trasferirsi in Norvegia portando con sè la passione e la professionalità acquisita nella produzione casearia.

Salvatore ha studiato Produzione Animali presso l’Università di Bari e dopo un viaggio nel paese scandivano ha deciso di rimanerci contribuendo attivamente alla sviluppo di un’attività inedita per il posto: la produzione di mozzarelle fresche, stracciatella e burratine.

L’opportunità gli è stata data dal proprietario di un albergo, che in maniera singolare ha deciso di affiancare all’attività ricettiva una fiorente produzione appunto di formaggi e carni locali nel bellissimo Thorbjornrud Hotel.

Thorbjornrud Hotell, Jevnaker NORVEGIA

La mozzarella piace al consumatore norvegese, che in genere preferisce i formaggi freschi a quelli stagionati; la si trova comunemente imbustata negli scaffali dei supermercati alla “modica” cifra di circa 300 corone norvegesi/kilo, ovvero 30 euro al kilo. Di certo i nostri amici scandinavi non erano abituati a consumarla fresca: a questo ci hanno pensato Salvatore e Olav Lie-Nilsen proprietario dell’Hotel Thorbjornrud. La fiorente attività di produzione dell’albergo si svolge sia manualmente che con l’ausilio di una “formatrice” professionale acquistata ovviamente in Italia. Oltre alla mozzarella viene prodotto il cacio ricotta che ha riscontrato immediato successo nei ristoranti italiani di Oslo, attualmente i maggiori consumatori di quanto viene prodotto dall’albergo.

Il Thorbjornrud Hotel, ci tiene a sottolineare lo stesso proprietario, è un encomiabile esempio di sostenibilità che racchiude, in un’unica struttura alberghiera, ricettività, produzione di formaggi, carni e l’ottima cucina della tradizione norvegese proposta dallo stesso ristorante dell’albergo. Una visione moderna di ospitalità che soprattutto per le zone a vocazione rurale come la Valle d’Itria costituisce un modello a cui potersi ispirare.