Egnazia
mavugliola masseria

Percorrendo la litoranea a sud del Capitolo si giunge in prossimità del Museo Archeologico di Egnazia che custodisce amabilmente i resti dell’antica città e i preziosi reperti recuperati durante le campagne di scavo che ne documentano il suo glorioso passato. Giungendo nell’area è ben visibile l’acropoli, ovvero la parte più alta della città, una collinetta circondata da due insenature naturali, su cui si sovrappongono le fasi di un’affascinante storia millenaria nata nell’età del Bronzo e sopravvissuta adattandosi ai mutamenti dei secoli fino all’epoca medioevale, periodo in cui il sito subì un lento decadimento fino a diventare un piccolo villaggio che venne definitivamente abbandonato attorno al XIII secolo.

ArcheoLido

Nell’insenatura a nord dell’arcopoli c’è l’ArcheoLido, ovvero il risultato di un progetto, scaturito dall’idea di realizzare un vero e proprio lido attrezzato per la balneazione dedicato alla valorizzazione e alla conservazione dell’area e del suo importante patrimonio archeologico. Oggi ArcheoLido, integrato nel Parco delle Dune Costiere, è una realtà di avanguardia per quanto attiene la convivenza con il sito di grande valore storico, paesaggistico e culturale.

hotel degli insetti

Il lido, a vocazione ecosostenibile ha dedicato un’area alla coltivazione di due eccellenze locali: il pomodoro regina ed il barattiere di Fasano, una specialità di cocomero. I due alimenti dalle proprietà nutrizionali eccellenti, che crescono esclusivamente nelle zone costiere limitrofe, sono proposti in degustazione agli ospiti del lido assieme ad olio, friselle, mozzarelle, formaggi, di aziende esclusivamente di Egnazia e dintorni. Nel lido, un piccolo hotel per gli insetti ospita quelli buoni ovvero le coccinelle, note per dare la caccia a quelli dannosi ovvero cocciniglie ed afidi, e c’è anche una accogliente cassetta in legno per i pipistrelli, che abbandonano di notte per nutrirsi di zanzare.

Archeolido

ArcheoLido è anche un sito di “book-crossing” con una piccola libreria a disposizione degli ospiti che possono integrarla donando i propri libri già letti. La libreria è stata realizzata recuperando le casse in legno che venivano utilizzate in passato per il trasporto dell’uva durante la vendemmia. A proposito di libri, ArcheoLido ha contribuito alla divulgazione delle informazioni storiche di Egnazia con la pubblicazione del libro Egnazia e il suo mare da cui sono state estrapolate le notizie storiche riassunte nella cartellonistica informativa installata nel lido.

A partire dallo scorso anno, grazie alla stipula del primo Protocollo d’Intesa tra il Polo Museale della Puglia e il Parco delle Dune Costiere, ArcheoLido è integrato nella progettazione e realizzazione di una serie di attività volte a valorizzare il patrimonio culturale ed ambientale ed a promuovere gli aspetti culturali, paesaggistici e naturalistici del territorio secondo la Carta Europea del Turismo Sostenibile delle Aree Protette ai cui il Parco delle Dune Costiere ha aderito ottenendone certificazione.

Archeolido

La storia di Egnazia

Proprio ad Egnathia, fece tappa, nel I secolo prima di Cristo, il poeta satirico Orazio Flacco giunto quasi al termine del suo viaggio da Roma a Brindisi. Nella sua V Satira del I libro, il poeta la descrisse brevemente come “la città, costruita contro la volontà delle Ninfe, che desidera persuaderci con risa e scherzi”. Nulla sappiamo sul motivo per cui il poeta romano riferì di una città costruita contro la volontà delle Ninfe, ma probabilmente queste parole furono di presagio alla sorte avversa che si abbatté su Egnatia qualche secolo più tardi.

La storia di Egnazia risale a molto tempo più addietro: i primi insediamenti infatti sono databili al XV secolo a.C.: lì sorgeva un piccolo villaggio di capanne che nel corso dei secoli divenne sempre più popoloso tanto da costituire un importante centro Messapico attorno al V secolo a.C.. Come tutte le città messapiche anche Egnazia fu circondata da una doppia cinta muraria possente, in alcuni punti alta fino a sette metri, parte della quale si estendeva fino al mare.

Col tempo Egnazia diventò un importante porto e centro di commercio, ed ebbe un grande impulso in età romana, grazie alla sua posizione lungo la via Traiana che venne costruita a partire dal II secolo d.C. per collegare Roma con Brindisi, ovvero Roma con l’Oriente. La via Traiana, che attraversava tutta la città, è tuttora ben visibile all’interno del Parco Archeologico e reca ancora evidenti i solchi delle ruote dei carri che vi transitarono. Fu quello il periodo di maggior benessere per Egnathia, arricchita dagli scambi commerciali di spezie, tappeti, gioielli, e anche di cereali come testimonia il ritrovamento di un grande deposito sotterraneo di grano. Durante l’età imperiale venne creato a nord dell’acropoli un porto più ampio di cui sono tuttt’ora ben evidenti le tracce dei moli.

Egnazia

Purtroppo però il destino di Egnazia era segnato: un terremoto nel 365 d.C. causò l’abbassamento del livello della costa. Il porto e le costruzioni limitrofe sprofondarono in mare e sott’acqua scomparve parte della necropoli, come tutt’oggi testimonia la presenza sulla costa di molte tombe scoperchiate dal mare e invase dall’acqua. Fù l’inizio della fine: il porto sommerso dal mare impedì di proseguire i ricchi commerci. La città venne quasi totalmente distrutta dai Goti di Totila nel 545 d.C., ma continuò a esistere, sebbene assai ridotta in dimension ed importanza, fino in epoca medievale.

Il mare e le testimonianze del passato

Il mare di Egnazia, pregno di una complessa ed affascinante storia lunga 30 secoli è oggi racchiuso in un’insenatura naturale dallo scenario molto suggestivo, in cui sono visibili le vestigia dell’antico porto costruito dai romani: con la bassa marea o immergendosi facendo snorkling non è difficile individuare le sagome delle strutture portuali sommerse dall’acqua.

La piccola insenatura, antistante la spiaggia a nord dell’Arcopoli, faceva parte del porto e probabilmente veniva utilizzata per costruire o riparare le imbarcazioni; da questa si diparte, sul fianco orientale, uno scoglio appiattito artificialmente, che costituiva l’inizio del molo.

Egnazia

Sul tratto di roccia a nord della piccola baia sono evidenti diverse tombe delimitate da un bordo a rilievo in cui sono visibili gli incavi dove venivano inseriti i travetti di legno a sostegno dei pesanti lastroni di pietra che fungevano da copertura. Proseguendo più a nord si giunge in un’area che sembra dedicata alle lavorazioni in cui sono presenti delle vasche circolari probabilmente utilizzate per il raffeddamento delle ceramiche di cui Egnazia vantava una importante produzione.

Archeolido

Proseguendo oltre si raggiunge il possente muraglione messapico alto sette metri, parte finale dela cinta muraria più esterna che proteggeva tutto il perimetro della città fino al mare. Le incredibili testimonianze che le civiltà antiche hanno lasciato in questo luogo affascinante, sopravvissute all’erosione tempo e le ricche collezioni di reperti presenti nel museo, fanno di Egnazia uno dei siti archeologici più interessanti e di maggior fascino dell’Italia meridionale.

Camminare su questi scogli soffermandosi a guardare una delle tante pozze dai precisi contorni geometrici, tuffarsi nel mare di colore verde cristallino, regala emozioni rare, che fanno riflettere sul cammino dell’uomo scritto nelle pagine di una storia infinita di cui Egnazia racconta 30 secoli!